mercoledì 24 novembre 2010

Rakhine State e il linguaggio comune


Avete mai letto o anche solo visto il Libro della giungla?? immaginato quei villaggi e quei selvaggi nella giungla intricata? le case di paglia e legno, la luce fioca di una candela, le strade di terra, la sabbia candida, il mare caldo, la luna piena, le palme alte dritte verso il cielo, le mangrovie conficcate come dita nell'acqua, gli sguardi straniti di chi non ha mai visto un uomo bianco...i sorrisi leggeri di chi non ha paura dell uomo, perche' non lo conosce, i suoni accoglienti degli uccelli. le infinite sfumature di verde dei campi, i volti stanchi di chi lavora la terra, le coltivazioni di riso,i fiumi che scorrono lenti, i carri coi buoi, gli alberi secolari, le pagode brillare sulle colline, i pescherecci all'orizzonte, le donne con ceste di frutta enormi sulla testa, le bestie feroci ben nascoste nella scura foresta all'orizzonte opposto del mare!

terre lontane dove nessun bianco era ancora stato, dove le parole non contano e il silenzio vale molto di piu', dove gli uomini vivono seguendo i ritmi incessanti della natura, dove il regime ha conservato qualcosa di magico e di inesplorato, dove il benessere si misura con un sorriso....quel sorriso che anche in posti cosi remoti rimane sempre e comunque l unico linguaggio comune!

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